
Apple ha presentato macOS 27 Golden Gate, la prossima versione del sistema operativo per i computer Mac. Tutto è accaduto alla Conferenza Mondiale per Sviluppatori (altrimenti detta: WWDC 2026), che si è svolta lo scorso 8 giugno. Il nome scelto quest’anno omaggia uno dei simboli più conosciuti della California: il Golden Gate, il ponte della baia di San Francisc, forse uno dei più conosciuti al mondo.
Non si tratta però di un aggiornamento rivoluzionario sul piano visivo. Apple stessa ha parlato di macOS 27 Golden Gate come un rilascio ispirato allo spirito di Mac OS X Snow Leopard del 2009: meno stravolgimenti nell’interfaccia, più attenzione alla stabilità, alle prestazioni e alla qualità complessiva dell’esperienza d’uso. In parole povere, la promessa è quella di un Mac più veloce, più affidabile e più… Intelligente. Se chi legge pensa all’IA: esatto!
La prima beta per sviluppatori è già disponibile dal giorno dell'annuncio, l'8 giugno 2026. La beta pubblica è attesa per il mese di luglio 2026, ma essendo una beta, attenzione! Non installarla sul tuo Mac che usi per lavorare. Malfunzionamenti e bachi potrebbero rendere l’esperienza ardua, oltre a compromettere i tuoi dati e documenti. Prima, un bel backup, e se proprio desideri installarla: fallo su un computer non di lavoro. La versione definitiva, stabile e pronta per tutti, arriverà invece in autunno: Apple punta a settembre 2026, come ci ha abituati in questi ultimi anni.
Questa è forse la notizia più importante di tutta la presentazione. Infatti macOS 27 Golden Gate è il primo sistema operativo Apple che gira esclusivamente su Mac con chip Apple Silicon, ovvero i processori della serie M progettati direttamente da Apple a partire dal 2020. Significa addio definitivo al supporto per i Mac con processori Intel: il vecchio Mac Pro del 2019, i MacBook Pro di quell’era, l’iMac del 2020 - tutti esclusi dall'aggiornamento.
I modelli compatibili con macOS 27 sono:
È compatibile anche il nuovissimo MacBook Neo, il portatile equipaggiato con chip A18 Pro.
Vale la pena sottolineare che macOS 27 sarà anche l’ultima versione del sistema operativo a includere Rosetta 2, che permetteva di eseguire le vecchie applicazioni ottimizzate per Intel sui nuovi Mac Silicon.
La novità più attesa e più sostanziale di macOS 27 è il debutto di Siri AI, una versione completamente reinventata dell’assistente vocale di Apple, ora alimentata da Apple Intelligence. Il vecchio Siri, bersaglio di critiche per le risposte superficiali e la scarsa utilità pratica, lascia il posto a un assistente capace di sostenere vere conversazioni, rispondere a domande aperte, fare brainstorming su progetti creativi e lavorativi, e ricordare anche il contesto di domande precedenti.
Per la prima volta, Siri ha anche una sua applicazione dedicata, con cronologia delle conversazioni sincronizzata tra tutti i dispositivi Apple tramite iCloud. Si può iniziare una chat sul Mac e riprenderla sull’iPhone senza perdere il filo. Siri AI può anche attingere ai dati personali dell’utente — messaggi, email, foto, note — per dare risposte davvero pertinenti alla propria vita. Il tutto, afferma Apple, mantenendo la privacy: l’elaborazione avviene in modo da non esporre i dati a terzi.
Un’altra grande novità è l'arrivo su Mac di Visual Intelligence, una funzione finora riservata agli iPhone. Con una semplice scorciatoia da tastiera, è possibile selezionare qualsiasi area dello schermo - una foto, un documento PDF, un’immagine, o ancora un blocco di testo - e chiedere a Siri di analizzarla e rispondere a domande su di essa.
Le possibilità sono quindi notevoli: si può identificare una pianta o un animale in una foto, scoprire il valore nutrizionale del cibo immortalato in un’immagine, estrarre i dettagli di un evento da uno screenshot e creare automaticamente un appuntamento nel calendario. In Safari, basterà selezionare testo o immagini con il cursore e interrogare Siri direttamente sull’elemento selezionato. Una funzione che promette di cambiare il modo in cui si lavora con i contenuti sullo schermo, soprattutto per chi gestisce molte informazioni in contemporanea.
Il browser di Apple riceve in macOS 27 un aggiornamento tutt’altro che superficiale. La novità più utile per chi accumula decine di pannelli aperti si chiama Automatic Tab Topics: Safari raggruppa automaticamente le schede per argomento, aggiornando i gruppi man mano che si naviga. Un sollievo per chiunque abbia mai perso di vista quel pannello importante sepolto sotto altre quindici.
C'è poi Notify Me, una funzione che consente di chiedere a Safari di monitorare una pagina web e inviare una notifica quando qualcosa cambia: un prodotto torna disponibile, un prezzo scende, un articolo viene aggiornato. Infine, la funzione forse più sorprendente: la possibilità di descrivere a parole un’estensione personalizzata e lasciare che Safari la generi automaticamente. Un esempio concreto di come l'Intelligenza Artificiale possa rendere un’app più flessibile alle esigenze di ciascuno.
L’app Foto compie un salto di qualità significativo grazie a un set di strumenti di editing avanzati alimentati dall’Intelligenza Artificiale (tanto per cambiare).
La novità più interessante è Spatial Reframing, che permette di ricalibrare la composizione di uno scatto dopo averlo già fatto - come se si potesse spostare virtualmente il punto di vista. C’è poi Extend, uno strumento che espande i bordi di una foto oltre i suoi limiti originali, generando contenuto coerente con il resto dell’immagine in modo simile al “riempimento generativo” già popolare nelle app di terze parti.
Migliorato anche il già apprezzato strumento Clean Up, ora in grado di rimuovere oggetti più grandi e complessi dallo sfondo. In sintesi, Apple porta all'interno dell’app nativa funzionalità che molti utenti cercavano in applicazioni esterne come Photoshop o Luminar.
Con macOS Tahoe, Apple aveva introdotto Liquid Glass, un nuovo linguaggio visivo basato su trasparenze che aveva parecchio diviso gli utenti. Con Golden Gate, Apple dimostra di avere ascoltato critiche e suggerimenti, e decide di mettere mano a qualche modifica. Non cambia il design, ma lo rende più flessibile: viene introdotto un cursore che consente all’utente di regolare l’opacità degli elementi Liquid Glass, scegliendo tra massima trasparenza e una versione più solida e leggibile.
Migliorate anche la rifrazione e il contrasto generale, le barre laterali sono più ordinate con meno spazio sprecato, e dalla barra dei menu vengono rimossi molte delle icone superflue. Il risultato è un’interfaccia più pulita, più coerente tra le applicazioni, e finalmente accessibile anche a chi ha difficoltà con le interfacce ad alto contrasto.
Non solo. Adesso sarà possibile (per esempio), creare un file dal contenuto degli Appunti. In pratica, dopo aver copiato una foto dal navigatore Web sarà possibile salvarla come file immagine nel Finder di macOS, scegliendo poi la posizione che si preferisce. Oppure, sui Mac più recenti macOS 27 potrà anche suggerire il nome di una cartella o di un file. Ma le novità sono molte, molte di più…
In conclusione?
In conclusione macOS 27 Golden Gate non è la versione che riscrive le regole del gioco. È qualcosa di più raro e forse più importante soprattutto per gli utenti: un sistema operativo che fa quello che promette, che porta strumenti genuinamente utili nel flusso quotidiano di lavoro, e che risolve problemi reali degli utenti. L’IA non è più un accessorio da mostrare nelle demo, ma inizia a integrarsi nel tessuto stesso delle applicazioni che si usano ogni giorno.
Per chi possiede un Mac con chip Apple Silicon, l’aggiornamento a Golden Gate si preannuncia come una scelta più che sensata.
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